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Para EntreVistArtista Maria Grazia Galatà





Maria Grazia Galatà, Poeta Fotografa Performer Videoartista. Nata a Palermo, Italia.









"erano out et orbi
 
i silenzi su ricami
 
di cambi binari
 
e poi furie 

fuorviando

...limiteassenza
 
o follocoli impazziti
 
offerti alla fuga



 ma parlami di rara bellezza
 
che non osai 

ma che sai
 
nei sottoscala d'ombra
 
e silenzi"













Questa plaquette di Maria Grazia Galatà s’intitola L’altro. Che io voglio intendere sebbene, è ovvio, non si tratti dell’unico pre-testo - l’altro segno. Ed è un passo avanti (non tanto per qualità, sempre di gran livello) rispetto a Congiunzioni, edita nel 2003, in quella occasione con le immagini fotografiche di Costantino Spatafora. Ora invece le fotografie sono della stessa Galatà. Allora si trattò di due spazialità diverse, fotografia e scrittura (e anche voce, poiché se ne trassero delle performances), congiunte in un rapporto di vicinanza, di adiacenza (è lemma che devo alla teoria critica dello scrittore Adam Vaccaro). Una dialettica fra la luce e l’ombra. Perché ora dico dell’altro segno? Perché, a mio parere, la congiunzione dà vita qui a un’altra, una terza, materialità segnica, appunto. In cui la lettera e la luce fotografica si fanno unitariamente non tanto adiacenza, bensì unità. Ciò è dovuto anche al fatto che le foto-grafie, così come le verbo-grafie, godono della espressività esecutiva di un unico autore. La luce e l’ombra giocano sempre i loro ruoli, ma in una con-fusione che non le separa. In merito a questa unità mi è capitato di sottolineare altre volte i primi versetti della Genesi: “Dio disse: / Vi sia la luce! / E apparve la luce. / Dio vide che la luce era bella / e separò la luce dalle tenebre”. Anche a parere di alcuni esperti, sia per il senso, sia per la traduzione, sembra che ogni possibile traduzione debba avere proprio questo senso. Quindi se ne può dedurre che prima, le tenebre e la luce convivevano in un’unica realtà? Questa originaria, pre-metafisica suggestione ci colpisce quando leggiamo: restando in corto / si dissipano disuguaglianze / accantonate // ritagliando spazi / di intercapedine // obnubilandoA fronte di una scrittura fotografica in cui la luce, per sprazzi energetici, repentini fasci di luminosità, testimonia le ragioni altrettanto vitali delle tenebre, in una danza strettamente congiunta nella ritmicità. C’è molto di biologico (neuroni e sinapsi) e di cosmologico (orbite e sonorità astrali). Ciò avviene in un corto circuito con conseguente aumento della intensità d’energia (se vogliamo usare una terminologia elettrico-fisica!), obnubilando, cioè in un perturbamento della coscienza. Tuttavia si tratta di un attimo, un attimo tanto limitato quanto esteso, di verità. Per analogia potremmo citare due versi dal “Purgatorio”: “… tal decreto / più corto per buon prieghi non diventa…”. Non dura a lungo. Perché il momento di verità della poesia è ritagliato in spazi, seppure unitari, atomici, oltre i quali la luminosa purezza della scrittura viene subito dopo fagocitata dalla banalità del discorso comune e utilitaristico. Un perturbamento della coscienza… E’ il perturbamento, ancora, della poesia e dei suoi eventi segnici, che riporta alla superficie le memorie dell’inconscio. Per dirla con i neurofisiologi, del limbo – magazzino di memorie ataviche e genetiche. Tutto ciò è sentito e ribadito in Nutrono specchi / le onde che danzano // poggiando l’occhio / al cunicolo / lungo sino alla morte // in corsa // abbi riguardo / dei tuoi sconnessi abissi / di coscienza // Esclamazione!E l’onda fotografico-scritturale della luminosa tenebra attraversa rapida il “cunicolo / lungo sino alla morte. La dismisura della comunione fra ombra e luce trova un altro compimento nella pagina nera che reca i bianchi versi di “memorabili luoghi / conosciuti tuttavia in uno “sconnesso albore…”. Mi sbaglio se rilevo, in questa meta-fisica, attraversata da ipotesi tanto poetiche quanto pseudologiche, perciò mentalmente metamorfiche (“irrespirabile / metamorfosi”) la lezione di Duchamp? Della sua gassosa, atmosferica, dinamico- spaziale? E della fisica letta attraverso formule incomprensibili, di “nessuna logica attritica” in “lettera dopo lettera”… di “stagione d’inferno…”? Dicevo di rapidità e dinamismo nel connubio fra parola e scrittura fotografica: un’opera di Duchamp s’intitola “Il re e la regina attraversati da nudi veloci” – se il re e la regina sono la luce erettile e la tenebra pubica (nello sposalizio sessuale – tema della “sposa messa a nudo”), i nudi sono le saette, le comete incontaminate, le esplosioni coitali che attraversano il connubio nella inscindibilità spaziale. Le troviamo nella saettante scrittura che colloquia “e pure l’incognita…”. Ma il rimando sessuale a Duchamp si ritrova nello sposalizio immaginario ascoltando lamenti sparsi: “… mi perdòno sogni invertiti... conosco la strada infame / in moltitudini addomiintenti / a travagliare bestiali sensi / opulandola luce gelida si prostituiscee lascio torbido / ritorna ritorna / al suo rimuginare // nell’incarno // ribellativointrecciando lembi / di sogni pulluli / al grembo stinto... nei respiri a metà (…) / s’accarezza l’istinto / nell’istante…”. Grembo stinto, istinto, istante…: allitterazioni che possono, pur sparse in diversi testi, confermare i temi percepiti per l’intero poemetto. La scrittura “WAI” che, a sinistra in alto, sovrasta il magma gassoso di tenebra-luce in “nei respiri a metà…, ci rimanda alla copertina disegnata nel ‘45 da Duchamp, per la rivista “VieW”, in cui il logo sovrasta sempre in alto a sinistra altrettante tempeste gassose.  Questa che ho osato descrivere secondo la mia personale cognitiva sensazione (altre interpretazioni, ovviamente, possono darsi – il segno poetico, e questo di Maria Grazia Galatà, è in-leggibile e aperto) è la parte più coinvolgente e assolutamente originale della plaquette. Ma c’è dell’altro, in cui si propone una più materialistica visione delle cose come verità tangibilmente terrene. Quasi che, nel terribile flusso della luminosa tenebra, entro la vibrazione inconscia del cunicolo della morte, si imponesse di tanto in tanto la necessità di una pausa di gestaltica evidenza.  Mi riferisco alla forza della potente catena in “il campo”, alla instacabilità delle vecchie mani in “perdersi”, alla mano infangata di “disossarsi”… Ma la scrittura fotografica non si arrende alla presunta concretezza delle cose, e ne coglie il senso comunque di sbieco. La ricerca di Maria Grazia Galatà è sempre sensibilmente coinvolta nel mistero delle cose - o meglio degli spazi oltre ogni limitante temporalità - al di là delle apparenze, esaltato dall’affermazione di un segno poetico di rara espressività, e di forma perpetuamente fluente.



Gio Ferri
L’altro segno

(luglio 2010)





















Maria Grazia Galatà nata a Palermo, da molti anni vive ed opera a Mestre Venezia... la sua vena poetica si è evidenziata fin da giovanissima. Ha partecipato al concorso internazionale di poesia e narrativa "All'ombra degli Etruschi" a Pisa organizzata da Bianca Buono, posizionandosi fra i primi posti con una silloge inedita.


Nel 2002 partecipa ad "underwood", ad Ascona insieme ad altri nomi illustri della poesia contemporanea: Mario Luzi, Fernanda Pivano, Edoardo Sanguineti.


Ha editato, nel 2003, il libro "Congiunzioni", con fotografie di Costantino Spatafora, presentato da Francesca Brandes al "Bistrot de Venice" di Venezia lo stesso libro è stato presentato in videoproiezione nel 2004 da Marco Nereo Rotelli all'accademia di belle arti "Santa Giulia" di Brescia: Liliana Ugolioni e il Prof. Brunelli all'antico caffè "Giubbe Rosse" di Firenze: Gio Ferri (critico) alla galleria "DARS" di Milano. Fotografa da diversi anni , sempre nella ricerca. Il suo nome compare anche: 2004 a Casier di Treviso in occasione dell'evento "Fun al of Fun".


Sempre nel 2004 a L'albero della Poesia a Mestre, ed in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, sempre Mestre. A giugno 2005 partecipa ad Abano Terme all'evento "Passeggiata Effimera" con presentazione del libro "Congiunzioni".


2005 all'Istituto Romeno di Cultura di Venezia, propone una raccolta di tredici poesie "La struttura dell'ansia" accompagnata da due strumentisti, Luca Callice e Marco Agostini rispettivamente al Bendhir al Didyeridoo, con l'intento di avvicinare i giovani alla poesia.
Nello stesso anno, ha preso parte, in occasione della 51° Biennale di Venezia, all'evento "La notte dei Poeti" di Marco Nereo Rotelli con Ana Blandiana ed altri poeti di fama internazionale.

In occasione dell'evento "La Pace non ha Colore?", sempre 2005 a Castel San Pietro (BO) a cura di Anna Boschi, legge la raccolta di poesie "Non a caso". 2005 con un opera in collaborazione con Costantino Spatafora all'evento "Padiglione Italia" curata da Philippe Daverio ed edito alla fine del 2007 da Rizzoli. 2006 è stata segnalata, tra le opere edite, al "Premio di Poesia Lorenzo Montano". 2007 a giugno reading presso la fondazione Querini Stampalia di Venezia presentata da M.Nereo Rotelli e con l'intervento di Achille Bonito Oliva. 2008 alla Giornata Mondiale della Poesia tenutasi a Padova, Venezia e Assemini ( CA ). Ancora nel 2008 all'evento-mostra "imballaggi poetici" mostra visiva oggettuale di poesia contemporanea presso il Chiostro di S. Mauro a Cagliari.


Nel maggio 2008 a Rignano sull'Arno, Firenze, per un reading poetico. Nel settembre dello stesso anno, reading a Crema (MI) per "Poesia a strappo" organizzata da Alberto Mori, ed a ottobre a Padova per la rassegna "il libro in corso" di Alessandro Cabianca, accompagnata al Bendhir da Luca Callice. È pubblicata da diversi anni in riviste d'arte contemporanea tra le quali "Offerta Speciale" di Carla Bertola, oltre ad essere in cataloghi d'arte internazionali.


2009 Venezia sede Unesco: trasforma: - AZIONE - lettura dei suoi testi con videoproiezioni. 2009 ART BOOKS -libri d'artista- "BIBLIOTECA RIGHINI RICCI" a cura di Lamberto Caravita. 2009 "Lavori in corso d'opera" a cura di Lamberto Caravita. 2009 53° Biennale di Venezia "Notte di Luce" di Marco Nereo Rotelli. 2010 Con un'opera fotografico-poetica in "The last book " installazione di Luis. Camnitzer alla biblioteca di Zurigo-Svizzera. 2010 Aprile "Altrove" reading e videoproiezione. È presente in numerosi siti web e cataloghi d'arte internazionali.


2010 -Edita “L'altro” , poesie e fotografie con prefazione di Gio Ferri ( e videoproiezione) | 2011- Peggy Guggenheim Collection di Venezia con L'urlo di Ginsberg | 2011 –Collaborazione video con Roland Quelven | 2011- Collaborazione video con Pinina Podestà.




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